I bambini insegnano che…

I bimbi sono davvero fantastici in questo viaggio. Ho imparato un sacco di cose dal loro modo di affrontare questa esperienza. Avendo anche età diverse lo spettro si amplia! Il primo e prezioso insegnamento, il più importante di tutti è proprio quello legato all’adattamento. Noi adulti siamo impauriti, essere senza punti di riferimento (lavoro, casa, certezze, auto, routines, …) è davvero qualcosa che inizialmente spiazza. Io ho sempre avuto bisogno di alcune certezze, attorno, proprio per sentirmi al sicuro. La casa, ad esempio, è  davvero il nido, il posto dove tornare, dove nascondersi, dove sentirsi al sicuro. Ora tutto questo non c’è più, neppure i vestiti abbiamo più dal momento che ce li hanno buttati nelle discariche di Mumbai. E io, adulta, punto di riferimento dei miei bambini, mi ritrovo nuda e impreparata a gestire me stessa, l’essenza di me stessa. Quella me stessa che con tanta accurata perizia sono riuscita a nascondere per anni. Quella me stessa che si è trovata liberata di tutto ciò che la proteggeva (o condannava… dipende dai punti di vista) e si è sentita barcollante. Si, un po’ di tremore mi è venuto, un po’ di paura, un po’ di vergogna, un po’ d’insaziabile senzo di vuoto. Ho davvero trascorso i primi due mesi di questo giro del mondo cercando di…ho semplicemente capito questo:

i bimbi hanno molte più risorse di noi, non hanno le nostre sovrastrutture, non hanno maschere, non  hanno costruito barricate tra noi e il mondo circostante. Riescono a sopravvivere molto più liberamente e spassionatamente che noi. Si sanno adattare a loro stessi nel mondo AD una velocità pazzesca. Mi hanno dato tanta forza quando ho capito questo, mi hanno davvero aiutata, inconsapevolmente, ad affrontare la verità, quella verità che in fondo sono io, così, nuda e comunque me stessa.

E poi:

Vinicio, dall’alto dei suoi tre anni, mi insegna a guardare il mondo dalla sua altezza. Vedo che osserva cose che io neppure vedo, e che presta attenzione a ogni singolo centimetro che lo circonda. Ha un’attenzione molto spiccata, è preciso e ha una memoria infallibile. Ricorda nomi di piazze, di oggetti, di alimenti in inglese, in hindu, in greco. E’ una spugna e una risata assicurata.

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Miranda, appena sei anni, vede il bello e il brutto. E’ un’esteta e offre pareri e giudizi sulla realtà. E’ molto critica e molto affascinata. Guarda le donne, gli uomini, i loro comportamenti, le loro maniere, i tratti, i gesti, le piccole cose, i dettagli di un abito o di una casa. Osserva e si butta nel comunicare con le poche parole d’inglese che la possono rendere partecipe della società.

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Ines, otto anni e mezzo e un mondo in piena ebollizione. Si sente grande e lo sta davvero diventando. Osserva e si interroga, in continuazione, non lascia nulla al caso, o forse sì. Affascinata dagli dei, dalla religione, dalla natura e dai contrasti, è equanime, è piena di sfumature e decisa ad organizzarsi nella testa le esperienze che sta vivendo. Assapora tutto, non si tira indietro mai, affronta a spalle larghe il mondo facendo sentire la sua presenza.

ines fa yoga

Martino è solare, è pronto a lanciarsi in braccio a tutti e dona sorrisi e tenerezza.

martino parco mysore

Sono da ammirare, tutti e quattro. Io li guardo e mi rendo conto che imparo.

cat

 Grazie, grazie bimbi.

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