La commessa di Mumbai

Comprare un reggiseno a Mumbai.

Di solito, in Italia, quando vado a comprare un reggiseno, per comodità mi ritrovo ad andare in 2 posti: all’Ipercoop oppure da  Tezenis. Amo i reggiseni semplici, di cotone, senza fronzoli, senza coppette interne, magari colorati,  che sappiano gestire 8 anni d’allattamento. E, di solito, in Italia riesco a gestire l’acquisto di un reggiseno in piena autonomia. Osservo, valuto, compro. Il tutto dura,circa, massimo 5 minuti.

A Mumbai, dato che ci hanno buttato via tutto, ho dovuto cercare un reggiseno. Mi sono addentrata in questo mitico Pantaloon, catena di grido che sta spopolando in città.  Quella che deve trasformare il maschio indiano e farlo uscire dallo stereotipo. Quella che vuole la donna più occidentale ma che ti vende anche i vestiti classici rivisitati. Ecco, entro nella sezione Intimo e appena inizio a guardare una ragazza mi chiede cosa voglio.

Cerco un reggiseno.

Che taglia? In italia ho la 5, ancora, a 8 mesi dal parto, in India non so. Fa un rapido calcolo e mi dice prendi la D.

Guardo la D e le dico, no… è troppo piccola. Allora prendi la D2 , no,  è troppo piccola. Insomma, andiamo avanti un bel po’ finchè non  mi spedisce in camerino a provare la E.

Troppo piccolo, non di seno, ma di torace, mi sembra di scoppiare.

Allora lei con fare deciso ma garbato,decide di entrare. Viene in cabina e mi porta altri 3 modelli che nel frattempo ha studiato e ritenuto ottimi per me. Mi fa levare il reggiseno che mi sembra stretto e mi mette quello che lei ha scelto. Mi sistema le spalline, mi chiude, mi risistema, davanti, dietro, sopra, sotto. Mi ribalta come un calzino.

Io scoppio di vergogna e di divertimento allo stesso tempo. Sorrido pensando a quando lo racconterò ad Ale.

Entra, esce dal camerino e mi consiglia altri modelli. No, ne voglio solo uno, l’esperienza mi è bastata e devo dire che è stata proprio brava . Ha trovato il reggiseno perfetto per me, io non ci sarei mai riuscita.

La ringrazio, le chiedo al volo 2 paia di mutande e, per non dover ripetere l’esperienza camerino, dico che vanno benissimo le prime che mi propone. Lei è già pronta a farmi accomodare in camerino, ma insisto che vanno bene. Si vede a occhio.

Pago e me ne vado, pensando a questa commessa che probabilmente non mi vedrà mai più in vita sua, e io lei in vita mia.

Penso che negli stessi 5 minuti che mi servono a Bologna per comprare un reggiseno nel modo più anonimo possibile, lei è riuscita a farmi provare un ventaglio di emozioni tutte concentrate e inaspettate.

Grazie commessa sconosciuta di Mumbai!

Per la cronaca… abbiamo perso il reggiseno dentro al taxi, al ritorno. non ho parole. Evidentemente era solo l’esperienza che dovevo provare|

4 pensieri su “La commessa di Mumbai

  1. Sono capitata per caso sul vostro blog e dopo averlo letto praticamente tutto ho una voglia matta di prendere e partire anche io. Avete una famiglia fantastica e si vede che regna la felicità e l’amore tra di voi, complimenti. Un piccolo dubbio, non vedo post precedenti , questo è il primo post di viaggio quindi? Cosa intendi quando scrivi “ci hanno buttato via tutto? grazie e siete davvero una famiglia fantastica, buon natale!

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    • Ciao Sara, grazie mille di essere passata di qua, sono felice nel sapere che leggerci ti fa salire la voglia di agire! La nostra famiglia è normale, nel senso che anche tra di noi ci sono liti, pianti, discussioni, si fa pace e si chiede scusa. Diciamo che in famiglia non c’è mai un momento di quiete emotiva! Se traspare serenità ne sono davvero contenta, vedersi dall’esterno è sempre qualcosa di importante per potersi rendere conto di noi stessi. Grazie, comunque!! Per rispondere ai tuoi dubbi, si, la commessa di mumbai è il primo post. E intendo che davvero ci hanno buttato via tutti i vestiti, sempre a mumbai. C’è un articolo che posterò a breve proprio per spiegare questo….comunque hanno scambiato i sacchi con i nostri vestiti con sacchi dell’immondizia e ci siamo ritrovati (quasi) completamente nudi! A Natale i dettagli! Ti mando un bacio, Caterina

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