KIDZANIA

Se per caso passate da Mumbai con dei bambini, un’ottima meta per evadere dallo shock che ti offre la città,  è rinchiudersi dentro Kidzania.

Cosè Kidzania???
Kidzania  nasce da un concetto molto semplice: i bambini amano i giochi di ruolo, amano giocare facendo finta di essere pompieri, astronauti, poliziotti, medici, ladri, infermieri, cuochi, guardie, ballerini, mamme, muratori.

I bambini vivono una fase della loro vita, in generale dai tre anni fino verso la pubertà, in cui il gioco del far finta che è davvero prezioso.

Si mettono alla prova, scoprono i propri limiti e le proprie passioni, si confrontano con difficoltà e problemi da grandi, senza la vera responsabilità.

Kidzania utilizza questo concetto per ricreare un mondo, una vera e propria città costruita a misura di bambino in cui ogni attività deve essere gestita e regolata dai bambini stessi. Esiste una moneta, il kiddoz, che i bambini devono usare per poter fare le attività; la cosa importante è che alcune attività fanno guadagnare kiddoz e quindi Kidzania offre anche la possibilità ai bimbi di confrontarsi con il mondo del denaro. Lavoro in cambio di soldi, lavoro in cambio di attività o prodotti. Esiste quindi una città, con tanto di piazze, alberi (tutto finto ovviamente) banche, ristoranti, hotel, ospedali, gioiellerie, parrucchieri, cantieri, e chi più ne ha più ne metta, in cui tutto deve essere gestito dai bimbi. All’ingresso, dopo aver pagato il biglietto, viene dato ad ogni bambino un assegno che dovrà cambiare appena entrato dentro kidzania, per poter avere i contanti necessari allo svolgimento delle attività.

INGRESSO KIDZANIA

Viene consegnata anche una cuffia e, ad ogni persona (anche agli accompagnatori) viene dato un braccialetto speciale che non si può togliere.

NINNI POLIZIOTTO

Kidzania, a Mumbai (ma abbiamo scoperto che c’è in varie città nel mondo), si trova all’ultimo piano di un centro commerciale famoso nella parte nord della Città : R CITY

Importante: le attività sono divise per età e all’ingresso di ogni attività c’è una targa molto chiara che spiega da che età si può partecipare, quanto costa, se si guadagna.

Vengono comunque fornite mappe e indicazioni per districarsi, inizialmente, in questo mondo brulicante di bambini operosi.

All’interno non si può portare cibo, ma ci sono ovviamente bar, ristoranti, fast food. Noi vegani non abbiamo trovato nulla che potesse nutrirci, soltanto un frullato, quasi supplicato, a un barista molto gentile che ha accettato di farcelo senza latte.

Al piano superiore c’è un bagno riservato alle mamme per cambiare i bambini e adatto per allattare tranquillamente. La parte dedicata ai più piccoli è al piano di sopra. Ci sono due stanze che ricreano l’ambiente di una casa, con cucina, bagno, camera da letto. La cucina è davvero attrezzata e i bimbi piccoli si divertono per molto tempo.

Attenzione: fare l’attività di danza non è fine a se stessa. Miranda ha provato perché adora ballare.

MIRANDA E IL BALLO

Alla fine della lezione l’hanno portata in teatro e a noi genitori hanno detto di andare a sedere in platea. Fortunatamente nostra figlia si è rifiutata di salire sul palco, addobbata come un elefante indiano, per mostrare quei due passi bollywoodiani che le hanno insegnato. Sono stata fiera di lei, quando ho sentito le urla e i pianti venire da dietro le quinte.

Quindi, se non avete figli nati attori, attenzione alle attività di danza!!

Questo è il link a Kidzania Mumbai

http://mumbai.kidzania.com/en-us

Questo è il link a Kidzania nel mondo

http://www.kidzania.com/current-parks.php

BUON DIVERTIMENTO

5 pensieri su “KIDZANIA

  1. Scusate l’intromissione, io vivo in Messico da un anno e conosco molto bene KIDZANIA. L’azienda appunto è messicana, ci hanno lavorato mie conoscenze, ne ho visitato una sede, e l’impresa è stata presentata presso l’università in cui lavoro.

    Sono più che stupito di trovarne un elogio incondizionato nel contesto di un racconto di viaggio vissuto da persone che sembrano sottoscrivere ideali di anticonformismo e anticapitalismo (chiedo scusa per le etichette imperfette, ma spero che ci capiamo) che peraltro ci accomunano.

    KIDZANIA è notoriamente criticata per motivi pedagogici a mio vedere assai validi e piuttosto evidenti.

    Anzitutto il “gioco” non è affatto spontaneo (come appunto dovrebbe essere un gioco infantile) ma è uno scimmiottamento delle attività dei “grandi” del tutto irreggimentato e imposto. Ha ragione quindi la nostra blogger a fare l’elogio del gioco ma quello che offre (o meglio vende!) KIDZANIA è esattamente il suo opposto.

    In secondo luogo il messaggio generale che passa ai bambini è quello del lavora-guadagna-più guadagni più ti si offrono opportunità di fare altre cose. In due parole: capitalismo e consumismo allo stato puro introdotti in una cornice ludica che funge da cavallo di Troia. Una vera e propria trappola pedagogico-ideologica.

    Mi stupisco molto che non vi sia sorto il minimo dubbio almeno considerando la presenza del denaro virtuale in tutta l’operazione (un bambino può anche giocare a vendere qualcosa, ma quanti bambini giocando spontaneamente introducono questo tipo di transazione commerciale articolata nelle loro attività?).

    Del resto lo raccontate esplicitamente anche nel blog, e cito: ” Esiste una moneta, il kiddoz, che i bambini devono usare per poter fare le attività; la cosa importante è che alcune attività fanno guadagnare kiddoz e quindi Kidzania offre anche la possibilità ai bimbi di confrontarsi con il mondo del denaro. Lavoro in cambio di soldi, lavoro in cambio di attività o prodotti.”

    …Ma appunto! Non vi è venuto alcun pensiero? Mi sembra di leggere il racconto di qualcuno che è stato da McDonald’s e lo riferisce come se fosse una trattoria locale con prodotti biologici e tipici.

    È espresso molto bene nelle prime righe: in KIDZANIA ci si “rinchiude”! Ma allora è come andare a Tokyo e poi visitare l’IKEA. Il contesto, non a caso, è quello di un centro commerciale, e voi stessi fate notare che non si può portare cibo (ovviamente per venderne ai visitatori!).

    Ripeto che sono molto sorpreso di leggerne l’elogio fatto da voi. Insomma, la prossima volta meglio andare in spiaggia con i figli o esplorare le mille bellezze indiane.

    In bocca al lupo,

    Stefano

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    • Ciao Stefano, ogni intromissione è ben accetta se a tono e ben fondata. Ho un amico che vive a Città del Messico e mi ha parlato anche lui di Kidzania. Le tue giuste osservazioni cozzano contro alcuni evidenti bisogni che abbiamo dovuto affrontare (ed affrontiamo) in viaggio con 4 bambini:

      1) Mumbai è stato finora l’evento più sorprendente nella vita dei bambini: hanno potuto osservare, semplicemente camminando per la strada, come il capitalismo riduce milioni di persone. Perché non possono vedere come funziona nei suoi meccanismi basilari? Perché non debbono conoscere come funzionano gli scambi fra le persone? Lo scambio è alla radice delle relazioni umane e loro devono imparare che esiste uno scambio come quello di denaro in cambio di lavoro, e lo scambio inteso come dono, come quello che hanno potuto vedere alla Sadhana forest qui in Auroville. Bisogna conoscere tutto, sapere a cosa si va incontro, in ogni caso;

      2) I nostri figli, e non credo solo loro, riproducono con naturalezza e curiosità la vita reale mutuandola da quella che vedono vivere agli adulti. Normalmente in Italia, anche con i loro amici, facevano il loro mercatino in cui rivendevano i loro giochi imparando a dare un valore monetario alle cose. Sono arrivati addirittura a riprodurre il denaro disegnandolo su pezzi di carta. Se i bambini nell’antica Roma imitavano le gesta belliche oggi imitano i lavori e le relazioni necessarie per condurre questa vita in questo pianeta. Il primo modo per scontrarcisi è il gioco, rinchiusi o meno al Kidzania;

      3) Sarebbe sicuramente stato preferibile andare al mare. Il fatto che la spiaggia di Chowpatty sia la più inquinata al mondo ti fa automaticamente pensare ad alternative del genere. L’esperienze vissute a Mumbai (che poi non sono molto distanti dalle esperienze di CdM) sono state di 3 tipi: rinchiusi in mall con grossi parchi divertimento e negozi; esclusi insieme agli esclusi degli slum, camminando fra topi, feci, mucche, clacson e tanta dignità; in un appartamento gabbia.

      Detto questo sono ancora sempre critico sul sistema. Ma ancora ne faccio parte e l’unica forma alternativa valida resta l’anarchia. Che è difficile da perseguire. Per farlo bisogna essere liberi con un senso del limite individuale. E questo, perdonami, è soggettivo.

      Ti ringrazio comunque per gli stimoli che ci hanno fatto riflettere ancora di più su quello che scriviamo. Se avrai voglia di seguirci a breve scoprirai cosa ci è capitato a Mumbai. 🙂
      Pura Vita
      Alessandro

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  2. Aggiungo un po’ di informazione critica su KIDZANIA (per chi legge l’inglese e lo spagnolo).

    Ovviamente non sostengo che una singola visita a Kidzania rovina i bambini o è esecrabile. Solo che nemmeno la si dovrebbe presentare come una scuola Montessori!

    http://www.elquintopoder.cl/sociedad/cinco-razones-para-no-ir-a-kidzania/

    http://radio.uchile.cl/2012/05/04/kidzania-el-submundo-de-la-alienacion-infantil

    http://www.myopenwallet.net/2011/04/kidzania-work-as-play.html

    http://www.itulip.com/forums/showthread.php/19055-A-new-type-of-theme-park-for-kids-Even-more-direct-condititiong-than-ever-before

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  3. Certo, sono d’accordo con tutto. Io poi non sono nemmeno genitore quindi non mi permetto di dare consigli in merito. Poi, insomma, tutti siamo stati almeno una volta da McDonald’s, a Gardaland, o a Mirabilandia, e non ci hanno rovinati (per non parlare di tutti quegli altri aspetti del sistema di cui, come mi fai notare, non si può fare a meno). Volevo solo contribuire a bilanciare l’entusiasmo per questa azienda che ha dei grandi limiti pedagogici e anche etici (come si evince in particolare dagli articoli che vi ho mandato).

    Alcune caratteristiche che non saltano subito agli occhi dei visitatori, grandi o piccini, sono che gli impiegati sono assai mal pagati e contrattualmente maltrattati, e pure che i costi sono altissimi se paragonati alla disponibilità media di una famiglia sia in Messico sia in India. Tra l’altro vari dei difetti di KIDZANIA che menzionavo nel primo messaggio me li hanno fatti spontaneamente notare i miei studenti messicani, che si ricordavano delle loro visite da piccoli. Insomma, davvero, non voglio fare l’inquisitore, però vi prego, non incensate troppo KIDZANIA…

    In bocca al lupo per tutto,

    Stefano

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