Svastiche, piccioni e Ahimsa.

In India esiste una corrente religiosa che si chiama Giainismo. Non ha nulla a che vedere con l’Induismo, con Lord Shiva o Ganesh, con le immagini colorate e i rituali chiassosi. I giainisti hanno assunto come primario il concetto di non violenza e lo applicano in ogni azione della loro esistenza. Per scoprirne di più vi consiglio di leggervi queste pagine.

A Fort Cochi, nel Kerala, abbiamo vissuto un’esperienza curiosa all’interno di un tempio Giainista.

rel jain

Fort Cochi è un crogiolo di religioni, di usanze, di culture e così abbiamo deciso di usare queste diversità per spiegare ai bambini le varie religioni che esistono al mondo.

Siamo entrati nelle diverse chiese e basiliche della città, abbiamo assistito a funzioni e rituali Hindu, abbiamo scoperto la Sinagoga, partecipato a una messa musulmana per sole donne e infine, l’ultimo giorno, siamo andati a visitare il tempio giainista.

rel jesusrel mosque womenrel musicarel jewish

Non sapevamo bene cosa aspettarci, ma la curiosità verso questa religione è tanta. Lo stesso Ghandi è stato molto influenzato dalla filosofia e dallo stile di vita Giainista, religione che nasce più di 2500 anni fa.

Oggi è il giorno della memoria e vorrei ridonare alla Svastica il significato che le spetta. Non per dimenticare ciò che è stato, ma per coltivare la speranza che in un futuro, la svastica potrà essere associata ancora a qualcosa di positivo, e non solo ed esclusivamente a quella barbarie disumana di cui noi (occidentali) non dovremmo mai stancarci di ricordare.

I giainisti hanno templi sobri, se confrontati a quelli Hinduisti, così carichi di colori, odori, incensi. Il loro simbolo è appunto la svastica. Lo si trova ovunque e le donne che vivono nel tempio trascorrono ore a rappresentare svastiche con chicchi di riso proprio davanti agli altari delle varie divinità.

rel svastica

Ma la cosa che ci ha colpiti è stata un’altra, che apparentemente non ha nulla a che fare con la religione, ma in fondo è molto coerente con la religione giainista, che non contempla l’uccisione neppure di un moscerino.

Appena finito di osservare il tempio internamente, una donna ha invitato i presenti ad attendere qualche minuto.

rel attesa giani

A un certo punto un signore, un monaco, è arrivato e ha fischiato.

rel gianis

Al suo fischio, tutti i piccioni che vivono sui tetti del tempio si sono organizzati.

rel piccioni

E poi, al secondo fischio hanno spiccato il volo e sono scesi verso di noi.

rel volo

Si sono tutti radunati in una piazzetta davanti al tempio. E lì stavano, fermi, in attesa della preghiera, del mantra che li avrebbe guidati.

rel piccioni bw

Un altro Jain, come si chiamano i fedeli, si è messo a recitare il mantra coprendosi la bocca con la mano e tendendo l’altra al cielo.

rel preghiera piccione

Le preghiere e il silenzio che regnava tra i presenti rendeva tutto molto solenne e serissimo; poi hanno preso sacchi di riso e lenticchie e presumo li abbiano benedetti. Ci hanno spiegato che i piccioni sarebbero venuti a mangiare dalle mani, con molta delicatezza. Senza forzarli in alcun modo, senza avvicinarsi prepotentemente, sarebbero arrivati loro da noi.

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I piccioni aspettavano la fine del mantra per tuffarsi a mangiare.

E infine, quando un altro fischio ha concluso la recita della preghiera, i piccioni hanno iniziato a cercare il loro pasto tra le mani dei presenti.

rel piccioni volo gambe

E qui è scattato il dramma nella nostra famiglia.

Miranda è un’animalista convinta, si sente un po’ come San Francesco, comunica con gli animali. Al tempio ha ricevuto la sua dose di riso e lenticchie da offrire ai piccioni. Si doveva stare in piedi, con le mani congiunte per contenere il cibo e le braccia dirette verso l’alto. Probabilmente lei era in una posizione scomoda, o forse le sue braccia da bambina passavano inosservate, o non so. Fattosta che i piccioni da lei non andavano. Io le avevo assicurato, poco prima, che sarebbero arrivati proprio perché lei ama così tanto gli animali e da lei si sarebbero sentiti al sicuro! Ma i piccioni non la consideravano. Andavano da Ines, anzi, da Ines ne andavano più e più alla volta a mangiarsi con gusto le lenticchie che lei stava offrendo loro!

rel ines 2 piccioni

E così l’emozione vibrante dell’attesa del piccione si è trasformata in un pianto incontrollato e senso di sconfitta.

In questi momenti bisogna mantenere la calma. Molta calma.

Solitamente ho un bambino nel marsupio davanti, la macchina fotografica tra le mani (e probabilmente qualche altro oggetto), in questo caso anche una bambina da consolare e un’altra che aspetta un cenno di approvazione davanti a tanta capacità di nutrire i piccoli uccelli; Ale, molto probabilmente, sta cercando di convincere Vinicio a tenere le mani aperte colme di lenticchie e riso, spiegandogli che non verrà ucciso dal becco dei volatili. Vinicio è piuttosto ipocondriaco, una piccolissima ferita può trasformarsi in tragedia, l’idea della sofferenza lo destabilizza completamente e ci vuole sempre molta pazienza, oltre che un pizzico d’ironia per drammatizzarlo.

Quindi, ripeto, in momenti come questo bisogna mantenere la calma e lasciar che le cose fluiscano.

vinicio piange

Per fortuna viene in mio aiuto il Jain, quello che per primo ha intonato la preghiera. Offre a Miranda del nuovo cibo per i piccioni e le sostiene le mani, continuando a recitare il mantra e dicendole di stare tranquilla. (Non so come ringraziarlo!)

rel miri

E così finalmente il miracolo avviene! Il primo piccione si tuffa anche su di lei, ancora incredula e ancora un po’ offesa. Presto lui le lascia le mani, le dice di continuare da sola. Io le dico di crederci, che arriveranno altri piccioni.

rel miri piccione

E finalmente, con più sicurezza, eccola che da sola si dedica al pranzo del piccolo piccione. Le rimane poco tempo, a breve un nuovo coro di fischi e preghiere faranno riprendere il volo a tutti gli uccelli.

rel piccioni fine

Non ho potuto fare a meno di notare questo piccione bianco, l’unico in mezzo a una miriade di piccioni tutti apparentemente uguali.

rel pecora nera

Oggi, giorno della Memoria, oltre a quel distruttivo periodo in cui la svastica è stata deturpata del suo più alto significato di Ahimsa, Non violenza, oltre a quelle persone che hanno subito le più atroci ingiustizie, vorrei ricordare anche tutti coloro che hanno avuto la forza e volontà di lottare contro qualcosa che ha indelebilmente segnato la storia dell’Umanità. Coloro che sono caduti in questa lotta e coloro che ce l’hanno fatta, coloro che non hanno nome o volto, ma che con il loro coraggio e purezza non si sono arresi alla follia di cui soltanto l’Uomo è capace.

Namastè.

8 pensieri su “Svastiche, piccioni e Ahimsa.

  1. Oggi è una brutta giornata: piove, fa freddo e sembra che ogni cosa sia grigia…
    Però porto con me un pezzetto di India… E questo basta a farmi iniziare con la giusta carica.

    Grazie!

    Giulia

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  2. Ciao! e complimenti ancora per il blog. Io e la mia famiglia ci stiamo sempre piu’ convincendo di fare un’esperienza come la vostra.
    Confermate tutto quello che avete suggerito qui:
    https://seinviaggio.wordpress.com/crediamo-che/sia-necessario-organizzare-il-viaggio-per-tempo/
    ?
    Inoltre, vi vorrei suggerire di creare una sezione dove inserire tutti possibili altri consigli, anche piccoli, che vi vengono in mente durante il viaggio 🙂

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    • Ciao Mirko! Che piacere ricevere questo messaggio!! Quindi è iniziato un Viaggio anche per voi, credimi, già la parte organizzativa sarà elettrizzante. Ti confermo tutto quello che c’è scritto, ti consiglio di non essere minuzioso e iper preciso, quantomeno per quanto riguarda il vestiario e tutto il contenuto dello zaino.. se prenderete uno zaino. Ti accorgerai in viaggio che sarà tutto molto più semplice, che ti servirà pochissimo e che in qualsiasi posto tu vada, se esistono esseri umani, esistono vestiti e oggetti che puoi comprare sul posto. Il coltellino svizzero è fondamentale, l’acqua ossigenata pure, un pelapatate e un dizionario di inglese. Aggiungerei ora. Ti ringrazio per il suggerimento, ne farò tesoro e a breve inizierò la sezione “piccoli consigli di viaggio”. Fammi sapere come procede e per qualsiasi informazione non esitare a contattarci. Buon’avventura, Caterina

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