Gli Svarvugliati devono ritrovare la bussola e inseguire una stella.

A Bologna c’è una nostra carissima amica che oggi compie gli anni e che ci chiama affettuosamente gli svarvugliati. Non so bene che dialetto sia, e se di dialetto si tratti. Non ha una facile traduzione la parola svarvugliato, corrisponde più a un insieme di atteggiamenti e di modi di vivere, a un certa sorridente disorganizzazione interna e a un caotico ordine esteriore. Essere svarvugliato è un po’ come essere slegato da tutto ciò che è apparentemente normale; gli svarvugliati di solito sono un po’ incoscienti, giocano leggermente d’azzardo con le faccende della vita, si scontrano con cose più grandi di loro senza per forza entrare nel panico. Esiste una sorta di tranquillità interiore negli svarvugliati, tranquillità che permette loro di vivere apparentemente un po’ fuori dal mondo, apparentemente in modo illogico, ma, in fondo, con una loro coerenza.

Noi svarvugliati, oggi, quattro febbraio, ci troviamo a Chiang Mai nel Nord della Thailandia, patria del Sorriso.

chi lando of smile

Viviamo in una casa alla periferia ovest della città, proprio tra l’aeroporto e le colline. I tramonti infuocati che osserviamo da casa sono bellissimi, il sole cala e il cielo si tinge di colori meravigliosi; l’aria diventa rarefatta e già alle sei di pomeriggio fa buio, e di solito noi stiamo già cenando.

chi tramonto

chi tramonto2

Abbiamo trovato questa casa in fretta e furia perchè volevamo scappare dalle isole in cui pensavamo di fermarci per qualche tempo; penso sia la prima e unica casa che ho guardato su Airbnb, sia perchè le altre costavano troppo, sia perchè il tempo per decidere era veramente poco e così ho subito optato per questa soluzione. Un po’ (tanto) fuori  mano, un po’ (tanto) approssimativa (non abbiamo un tavolo su cui mangiare, non c’è il lavandino in bagno..e mi fermo.)

chi strada

La vita on the road, sulla strada, t’impone scelte continuamente. Ogni istante. Ogni nuovo posto necessita di una ricerca che ne preceda l’arrivo: dobbiamo capire se c’è qualcosa di interessante da fare, da vedere o da scoprire e adatta soprattutto ai bimbi. Poi c’è la ricerca logistica, come arrivarci nel modo più economico, semplice, affascinante possibile, e oltre a quello c’è la ricerca logistica di dove alloggiare: vicino ai mezzi, vicino al cibo, vicino alla natura, vicino all’aeroporto; poi c’è da gestire l’organizzazione di quando si arriva nel posto, capire come è più semplice nutrirsi (frutta in primis), la connessione internet, i mezzi per spostarsi. Bisogna capire come relazionarsi con le persone, con i tassisti, con i commercianti, con i passanti. E poi si può iniziare a vivere. Di solito ci si impiegano 2/3 giorni per arrivare ad avere chiaro, a larghe linee, come gestire i bisogni primari e come eventualmente gestire l’infinità di imprevisti che ovviamente fanno capolino sulla nostra strada.

chi tuktuk

Da quando siamo sbarcati in Thailandia, ormai tre settimane fa, qualcosa non gira nel verso giusto. Lo svarvugliamento è davvero troppo anche per noi svarvugliati; c’è nell’aria qualcosa che continuamente rende l’avventura complicata, difficile, a tratti veramente estenuante. Si, la famiglia seinviaggio sta accusando la terra thailandese. E perchè, mi chiedo io?

chi bandiera thai

Perchè da quando siamo sbarcati in questa terra così amata da milioni di persone, l’unica sensazione che provo è quella di straniamento? Mi sento lontana da tutto, da tutti, non riesco a percepire il bello seppur mi renda conto di avercelo sotto gli occhi. Non riesco a sentire il coinvolgimento, l’entusiasmo che ti assale quando devi scoprire un mondo nuovo. Niente, la Thailandia non riesco a farmela entrare. Il problema è che se noi grandi viviamo male un luogo, i bambini accusano terribilmente questo malessere; infatti, dopo la centrifugata nella splendida Bangkok

chi bangkok

hanno accusato i giorni trascorsi sulle isole in cui davvero non sapevamo più cosa fare. La vita nelle isole costa troppo cara, l’ambiente è davvero troppo turistico, queste mete si Sono rivelate troppo lontane dal nostro viaggiare. Insomma, in Thailandia siamo entrati in Tilt, nonostante i tramonti indimenticabili e il tempo sospeso di Ko Phangan.

chi tramonto altalena

chi isola tramonto

Questo stato di crisi che ha messo in discussione noi grandi, si è ovviamente riversato anche sui bimbi, che appena sbarcati a Chiang Mai si sono tutti e quattro contemporaneamente ammalati.

chi ale

chi miranda letto

chi aerosol

E così la città non sappiamo neppure come sia fatta, Ale e io ci siamo alternati a mettere il naso fuori per fare la spesa e per respirare. I bimbi hanno alternato febbroni, tossi, raffreddori, e la casa è stata invasa da fazzoletti per soffiar nasi, clisteri, fialette di soluzione salina, curcuma a valanghe, argento colloidale, pipette per i nasi e chi più ne ha più ne metta. Moltiplicare per quattro l’influenza, considerando che siamo svarvugliati e che cerchiamo in tutti i modi di curarci senza rimedi allopatici, sta rendendo questo soggiorno a Chiang Mai un’avventura totalmente surreale.

chi ines raffreddore

chi valigetta

chi clistere

C’è stata un’unica uscita di gruppo questa mattina all’Ospedale per fare un check up a tutti e quattro! Abbiamo così provato anche l’ospedale Thailandese, molto, molto diverso da quello indiano. Tutti molto sorridenti dietro quelle innumerevoli mascherine che si tengono davanti alla bocca per evitare contagi. Un po’ inquietanti a dire il vero, ma comunque molto molto gentili.

chi hospital

L’ospedale consigliato dalla padrona di casa è una vera e propria clinica futuristica, pareva di essere dentro “2001, Odissea nello Spazio”, e noi, memori della familiare atmosfera alla Dixit Clinic di Mysore, ci siamo ritrovati catapultati dentro a un meccanismo efficientissimo, a tratti un pò soffocante tanta è la premura e l’organizzazione impeccabile. Non puoi sfuggire dall’ingranaggio che la clinica mette in atto al tuo arrivo, è come entrare in un flusso, segui l’onda e ti lasci trasportare. Fortunatamente i bimbi stanno bene, un’influenza virale ha scongiurato anche il solito dubbio amletico “è arrivato il momento dell’antibiotico?” e in fondo abbiamo vissuto l’esperienza ospedale come una piccola avventura. La sala d’attesa per i bambini è un’astronave spaziale e all’interno divanetti blu imbottiti davanti a un grande schermo televisivo ingannano l’attesa!

chi visione ospedale

Solo il piccolo Martino ha dovuto subire UN PO’ di dolore per la piccola puntura al dito necessaria per prelevare un pò di sangue per controllare l’origine dell’infezione.

In fondo oggi pare che questa trasferta all’ospedale abbia risollevato gli animi, e tutti sembrano tornati allegri e pimpanti.  I bimbi sono tornati a giocare in giardino prima che il buio chiuda questo quattro febbraio.

chi giochifuori

La nostra casa thailandese è quindi l’unico luogo in cui abbiamo trascorso queste giornate, ma non da soli.

La nostra bella casetta di periferia è abitata dai topi. Il primo giorno c’erano  piccoli neri escrementi che ne confermavano la presenza. Non erano escrementi di Geko, che sono simili, erano proprio di topo. Infatti già il secondo giorno Miranda, con la sua solita nonchalance, dal bagno, mentre si stava cucinando, dice: “un topolino!! guardate!” e tutti felici a guardare il topolino che terrorizzato cercava di nascondersi dietro a uno sgabello. Tutti i bimbi felici di avere un Ratatouille in casa, lo volevano prendere, toccare, accarezzare…insomma una festa.

Il quarto giorno ho iniziato a vedere che gli escrementi neri aumentavano sensibilmente: in bagno, in cucina, in lavanderia… e poi sul lavandino, sui ripiani, sotto le mensole… non può essere solo Ratatouille! E infatti, la stessa sera ho visto un’ombra scura passare rasente il muro, salire sul lavandino, saltare sopra l’impianto per filtrare l’acqua e sparire tra le grate. Non era Ratatouille, era molto più grande, forse era suo padre, dico ai bimbi accorsi per vedere il nuovo ospite.

chi cacche2chi cacche

Altri giorni e troviamo le confezioni di riso aperte, le banane sgranocchiate, le lenticchie pure. E gli escrementi che aumentavano, e pure i rumori notturni. Le prime notti erano silenziosi, ora, dopo una settimana, erano diventati rumorosi e senza scrupoli.

La mattina che troviamo sulle coperte del nostro letto i famosi escrementi neri, anche gli svarvugliati dicono basta.

E così contattiamo Sahrah, la padrona di casa e le sottoponiamo il problema. Lei, devo ammettere, davvero efficiente, se l’è presa immediatamente a cuore e ha organizzato una squadra di pulizie per il mattino successivo. Ovviamente non volevamo assolutamente uccidere i topi, quindi niente gabbie, trappole, veleno, colle. Volevamo trovare una soluzione che fosse il meno lesiva possibile per gli amici topi, semplicemente dissuaderli a restare.

Sahrah ci porta una macchina elettronica di dubbia efficacia che emette frequenze; dovrebbe infastidire i topi a tal punto da fargli lasciare il posto dove vivono. La installiamo in cucina, sperando nell’effetto stordimento topo, ma non eravamo molto convinti.

chi frequenze

Ma il pezzo forte è un altro: Sahrah ci porta i suoi due gatti, Suthepy e Susy.

chi susychi suthepy

Il nostro pensiero era che se i topi si fossero accorti della presenza di due gatti in casa, avrebbero fatto le valigie velocemente. E così da ieri sera abbiamo due ospiti, che per altri dieci giorni vivranno con noi.

Felicità dei bimbi che oltre ai topi ora hanno pure i gatti!

In tutto questo caos, tra malattie e topi, decisioni continue da prendere, claustrofobia e senso di straniamento dettato dal fatto di vivere in una città sconosciuta, la vita di ciascuno miracolosamente continua, e per fortuna, il giardino permette ai bimbi di giocare anche fuori durante la giornata, le stradine praticamente deserte permettono piccole passeggiate a osservare la quieta vita thailandese, e il fruttivendolo proprio davanti a casa permette ai bimbi di andare in autonomia a fare piccole spese: qualche patata, i limoni, la carta igienica.

chi patatechi lavaggio canechi birilli

chi fruttivendolo

Ieri a Miranda è caduto il secondo dente. Festa grande, felicità e senso di maturità nell’aria. Erano giorni che quel dente ormai rimaneva attaccato solo in un piccolissimo punto e finalmente ce l’abbiamo fatta.

chi miri dente

E cosa succede quando a un bambino cadono i denti? Il topolino alla notte porta il soldino! Perfetto, Ratatouille c’è davvero e quindi durante il giorno varie leggende e congetture hanno preso forma: come avrebbe fatto Ratatouille a uscire dalla tana senza essere visto, dove avrebbe preso il soldino, dove l’avrebbe messo.

Lei per facilitargli la vita ha messo la scatolina (voluta ardentemente quando eravamo a Auroville per poter conservare i denti che avrebbe perso in viaggio) sopra un mobile, in bellavista, così che Ratatouille non avrebbe fatto grandi fatiche per raggiungerla. Ma la realtà è sempre più imprevedibile della fantasia, e così all’alba, stamattina, Ale e io ci siamo svegliati contemporaneamente perchè in camera c’era una grande confusione. Suthepy, il gatto, si stava divertendo come un pazzo a lanciare in aria il piccolo Ratatouille, ormai defunto. Siamo rimasti basiti per un qualche minuto. Non immaginavamo che il gatto sarebbe riuscito a prendere il topo così velocemente (non era trascorsa neppure mezza giornata), speravamo che il gatto spaventasse il topo, non che lo usasse come trofeo, e speravamo che Ratatouille avrebbe annusato la presenza del gatto, che avrebbe avvisato la sua numerosa famiglia e che tutti allegramente avrebbero levato le tende in men che non si dica.

chi sutehpy

Ovviamente Ratatouille era colui che Miranda stava aspettando tanto ardentemente, e che la stessa notte il caro Suthepy ha trasformato da bellissima favola alla più semplice delle realtà.

La vita surreale produce pensieri surreali. Infatti la realtà è stata molto più concreta e la natura ha fatto il suo gioco.

Ale ha dovuto prendere il piccolo Ratatouille in un momento di distrazione del gatto e gli ha dato sepoltura. Miranda si è svegliata, ha scoperto che Ratatouille era passato a miglior vita(?) e le lacrime, per un attimo, hanno fatto capolino.

chi miri pian

Il soldino era comunque sotto la scatolina dei denti e così lei e la sorella hanno ipotizzato teorie fantastiche su come abbia fatto Ratatouille a portarle i soldi prima di morire, riuscendo a schivare i gatti che lo aspettavano al varco. Hanno concluso che probabilmente è un topo magico quello che arriva quando cadono i denti, non è stato Ratatouille.

chi scatola

Quindi, la mattinata di oggi è iniziata così, tra magia e realtà, tra gatti e topi, tra avvilimento e sorrisi.

Abbiamo deciso dove andremo tra dieci giorni, dobbiamo soltanto rimetterci in sesto, recuperare energie, ritrovare il sorriso perso nella terra del Sorriso, che purtroppo è diventata il palcoscenico di questo momento così strano del nostro viaggio. I bimbi ci continuano a insegnare che passa tutto attraverso di noi, che se noi non siamo più certi di nulla e brancoliamo al buio, loro ci impongono una scelta, delle riflessioni. Siamo fermi, in viaggio, ma fermi.

chi scaccia

Forse solo di questo avevamo tutti bisogno. E già rendersene conto, rielaborare quello che succede utilizzando la scrittura per poter avere uno sguardo più distaccato, rende l’anima più leggera e consapevole.

Ho capito che l’India è da metabolizzare, la sua potenza ancora è troppo forte dentro tutti noi che fatichiamo ad aprirci al nuovo. Abbiamo peccato di presunzione, credevamo di riuscire ad affrontare tutto così velocemente, ma la lentezza che tanto abbiamo cercato prima di partire è quella che dobbiamo ora rimettere in campo, riprenderci un tempo lento e calmo, un tempo che sia adatto a tutti e sei, un tempo che ci permetta di far trovare uno spazio dentro ognuno di noi per tutta la meraviglia che in questi mesi abbiamo scoperto.

fiume albero della pioggia2

La bussola ci ha indicato una strada e noi ora seguiamo la stella.

chi palma tramonto

Svarvugliati sì, ma con tanta consapevolezza in più.

Così oggi, quattro febbraio, tanti auguri Mary!

meri

22 pensieri su “Gli Svarvugliati devono ritrovare la bussola e inseguire una stella.

  1. Bello. Bravissimi, coraggiosi. Ogni giorno più consapevoli delle vostre forze. Un dono in più al vostro viaggio…oltre all’Amore per la vita che palesate in ogni cosa…Grazie per rendere così ‘chiara’ l’idea…non è affatto semplice descrivere ciò che solo gli ‘svarvugliati’ possono ‘provare’.;-). In bocca al lupo!!!

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    • Malamamma, grazie mille per ciò che ci dici, sono contenta che sia “chiara l’idea”, descrivere la vita di sei persone in quest’avventura non è così semplice…spero tanto di riuscire a condividere un po’ del nostro quotidiano. Ti mando un abbraccio grandissimo, grazie. Ciao Caterina

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      • Grazie un abbraccio grande a tutti voi, ‘vi leggerò’ sempre con immenso stupore e meraviglia visto che per me è già abbastanza impegnativo un solo figlio da ‘istruire’ nella ‘giungla urbana’!!! E a volte neanche basta e ci ritroviamo anche noi svarvugliati per colpa di una società superficiale. In bocca al lupo!!!

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  2. Gentile signora Caterina, leggere i suoi racconti di viaggio, mai banali, è sempre, per me, fonte di piacere. Recentemente ho coinvolto nella lettura la mia compagna e la condivisione è fonte di grande gioia. Grazie! Laura

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  3. Quel topolino è stato un eroe. Ha eluso il gatto finché ha potuto, nascondendosi, gabbandolo e schizzando velocissimo con il malloppo dei soldi. Poi si è distratto un attimo… Ma il gatto faceva il suo mestiere, quindi bisogna fare una medaglia per il topolino e anche ringraziare il gatto. Mica sempre ci sono i buoni e i cattivi! 🙂 Un abbraccio e grazie per queste bellissime pagine

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    • Carissima Emanuela, prima di tutto, sono felicissima di trovarti qui e di sapere che ci sei vicina. E’ un onore per me ricevere un tuo pensiero, un tuo conforto. Mi hai fatto sorridere perchè sono perfettamente d’accordo con te.. rispondevo con le stesse parole a una ragazza che mi chiedeva pareri sull’educazione, proprio qualche giorno fa. Le parlavo di Miyazaki, dove nella maggior parte dei suoi film non esiste una lotta tra il bene e il male, dualismo a cui noi siamo culturalmente abituati e assuefatti. Spesso ogni personaggio contiene entrambi, e se all’inizio del film pare essere il “cattivo” durante lo svolgimento le cose cambiano, o comunque emergono anche tratti diversi, “buoni”. E quindi ciò che scrivi è davvero prezioso per me… perchè credo che sia proprio così.. e in questo viaggiare vorrei riuscire a trasmetterlo pienamente anche ai miei piccoli compagni di viaggio. ti mando un abbraccio fortissimo, grazie a te, davvero.

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  4. Ciao Caterina, che bello stare in tua compagnia 10 minuti ogni sera…
    Quanto sei meravigliosamente maestra, adoro quello che scrivi perchè
    ritrovo ciò che da sempre mi ha mosso a fare appunto la maestra e oggi,
    in più, gli auguri a Maria… Che tuffo al cuore!!! Grazie. Ora le mando
    i miei auguri. E a voi svarvugliati (non è neppure dialetto romagnolo)
    un buon proseguimento con tanto tanto affetto FLA

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    • Cara cara cara Fla, mi fa un immenso piacere sapere che ci sei, che in qualche modo viaggi con noi. Tu sei la maestra, e noi abbiamo sempre guardato con grande umiltà e attenzione al tuo operare.. grazie! Ti mando un abbraccio fortissimo, noi stiamo bene ora, abbiamo l’orizzonte un po’ più sereno! a presto, Cate

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  5. ciao Caterina, grazie per i vostri interessanti e preziosi racconti e le meravigliose foto. Vi leggo con grande interesse e coinvolgimento e, anche se non ci conosciamo personalmente, oramai vi considero cari e “vecchi” amici. Non conosco la Tailandia ma sono stata 3 volte in India e so bene quanto sia difficile uscire dalla sua forte e meravigliosa energia seduttiva e ammaliatrice. Keep kalm and take it easy! Vi auguro di cuore buon viaggio, buona guarigione a tutti e una vita felice. Una coccola speciale ai vostri meravigliosi cuccioli.

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    • Carissima Brunella, grazie! Immagino che tu capisca, l’India ha una potenza che soltanto se la vivi puoi rendertene conto! Ti ringrazio davvero per considerarci “vecchi amici”, mi emozioni! Faccio una coccola ai piccoli di casa…ora stiamo tutti bene, siamo pronti per ripartire! Un abbraccio grande e in bocca al lupo a te! Caterina

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  6. Ciao Caterina, io e il mio compagno stiamo crescendo i notri 4 figli a Bruxelles. Leggere le vostre avventure mi fa sognare. Siccome per un po’ non avete aggiornato il blog, mi ero preoccupata che fosse accaduto qualcosa. Sono molto contenta che tutto prosegua bene. Con 4 figli i raffreddori sono l’ordinaria amministrazione. Buon viaggio. Federica

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    • Cara Federica, grazie di essere venuta a trovarci in questo mondo virtuale!! E grazie soprattutto per esserti preoccupata per noi….è una deformazione da mamma di quattro bimbi!! ti capisco perfettamente!!!! Com’è crescere quattro bimbi a Bruxelles? Sono nati e cresciuti lì o hai il paragone con l’Italia? TI mando un abbraccio forte, a te e a tutta la tua famiglia! Grazie di cuore, ciao

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  7. Cara Signora,
    è un piacere leggere quello che racconta. Apprezzo il coraggio di due genitori così fuori dagli schemi, i vostri bambini quando cresceranno ricorderanno questo viaggio come fondamentale per la loro vita!

    Lode agli Svarvugliati !!!!

    Per me che sono una giovane donna di 25 anni, a cui manca il coraggio (sono sempre stata una figlia modello, percorso universitario che si conclude tra un mese, una vita piatta insomma! Ora mi ritrovo in un bel pasticcio: ho preso a pugni il mio IO vero, quello che ho tenuto a bada per essere perfetta e così mi ritrovo a non saper più chi sono), vorrei poter diventare una svarvugliata, quindi grazie per gli spunti e le ispirazioni.
    Quale è stato il passo decisivo che vi ha permesso di concretizzare l’idea del viaggio?
    Qual è il segreto?
    Forse non pensarci troppo?
    Forse ascoltare semplicemente la nostra vocina interiore e obbedirle?
    Come si fa ad essere coraggiosi?
    Cosa vi ha permesso di fare questo viaggio?

    Buon viaggio, vi auguro tante avventure indimenticabili ❤

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    • Silvia carissima, che bellissima lettera che mi hai scritto! Ti voglio rispondere bene e con calma, perché le tue parole meritano cura e sentimento. In questi giorni siamo in spostamento, ti scrivo appena siamo sistemati. Ti mando un abbraccio forte, ciao Caterina

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  8. Due sono nati in Italia (10 e 7 anni) e due sono nate qui in Belgio e sono gemelle (3 anni). Crescerli a Bruxelles è piu’ facile per quanto riguarda l’organizzazione e i sussidi, e ci sono tante attività interessanti da fare. Passano tanto tempo a scuola e noi tanto tempo al lavoro, a volte ho paura che la vita mi passi accanto senza che io me ne accorga. Per questo capisco bene l’esigenza di staccare e passare tempo insieme a viaggiare. Per questo spesso pensiamo di tornare, e magari aprire una struttura turistica “bambinocentrica”, avere le famiglie vicine e vedere piu’ spesso il sole. Un grosso abbraccio!!!

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  9. Buongiorno Caterina e tutti!! Siamo una piccola famiglia veneta e stiamo progettando un’avventura un po’ simile alla vostra, posso scrivervi in privato per chiedervi qualche (circa 10000) informazioni…?
    Un abbraccio, francesca

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