Immagin(aria).

Non sono in vena di parole in questo periodo, ma in queste notti faccio ordine tra le foto e allora eccomi a ricordare.

Non per evitare di guardare avanti, ma semplicemente per riassaporare qualcosa che ci ha fatto sentire come mai prima di allora.

Qualcosa che ha aperto porte e spalancato finestre. Qualcosa che ha fatto percepire il “si può fare”.

Così vi regalo alcuni scatti, in ordine sparso, senza filo logico… o forse sì. Piccoli pezzi di memoria che si arrampicano sul cuore.

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Siamo a Chiang Mai (Thailandia) in aeroporto, in attesa di imbarcarci sul volo per Kuala Lumpur. Nei nostri sguardi c’era già il tormento interiore legato al possibile rientro. Avevamo trovato un supermercato che vendeva panini integrali, e c’eravamo creati il pranzo al sacco, per fare un picnic proprio in aeroporto. Per i bimbi avevamo comprato anche tante ciotole colorate per organizzare al meglio la distribuzione del cibo. Le aveva trovate Miranda in un centro commerciale dove andavamo per far riparare il computer. Era molto fiera perchè erano proprio come quelle che usa Kristina (FullyRaw... per chi non la conoscesse).

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agatha in aereo

Quando si era sugli aerei, Ines, immancabilmente, si metteva a leggere tutte le informazioni necessarie per la sicurezza in volo e  i minimi dettagli della compagnia aerea su cui si stava viaggiando. In effetti si nota dallo sguardo un po’ perso di Miranda cosa significasse l’attesa per la fine della lettura della sorella….. Finita la lettura delle notizie aeree, si passava alla lettura di Agatha Mistery, e Miranda a quel punto, cercava in Vinicio un compagno di giochi!

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L’arrivo a Kuala Lumpur è stato il più suggestivo di tutto il viaggio. Sarà stato il momento della giornata, sarà stato lo stato d’animo inquieto che ci accompagnava, non so cosa sia stato… ma l’atmosfera era davvero surreale. C’era nel cielo, che si tuffava nel mare, un che di profondamente eterno. Apocalypse now…

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Colombo, Sri Lanka, aeroporto. E’ notte fonda e noi stiamo aspettando il volo per Bangkok. I bimbi sono stanchissimi, ma non ci si può lasciare andare allo sconforto. Riposeremo a breve, in aereo e domani, scoprendo una nuova realtà: la Thailandia.

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A Fort Cochi, India, abbiamo assistito a uno spettacolo di Kathakali. Siamo andati a coppie, in due serate diverse. Ale con Ines, Miranda con me. Avevamo tirato a sorte per scegliere le coppie. La parte più interessante, forse perchè più comprensibile, è quella legata alla preparazione degli attori. Si può infatti assistere alla fase di trucco, operazione complessa che dura almeno un’ora. Lo spettacolo vero e proprio, fatto di danze, mudra e canti è stato giocoso, fortunatamente, e Miranda ha anche voluto immortalare i saluti con i due artisti.

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Siamo vicini a Bangalore, stiamo raggiungendo l’albergo dove dormiremo una notte in attesa di dirigerci verso Auroville. Questa era una specie di macelleria davanti all’albergo. C’erano polli appesi in vetrina. E questa era l’insegna del posto.

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A Ernakulam, nel Kerala, c’era un bellissimo parco giochi per i bambini, proprio di fronte al mare. Un parco giochi che POI abbiamo scoperto essere pieno di serpenti… , un parco che rimaneva aperto anche di sera, con tutti gli alberi illuminati da migliaia di lucine, davvero suggestivo.

Ma a un certo punto, a grandezza umana, in mezzo ai giochi per bambini, sbucavano queste sculture fiabesce…ce n’erano diverse. Un po’ inquietanti, come dire…

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Se siete in India, se andrete in India, vi capiterà di certo di prendere un treno. Regola n. 1: i treni in India raramente partono davvero all’ora prestabilita, quindi, tranquillità e godetevi  l’attesa…del viaggio. Regola n.2: i treni, in India, non avvisano che stanno ripartendo. Noi siamo abituati a sentire un fischio, quantomeno il rumore delle porte che stanno per chiudersi. In India no, nessun fischio  e nessuna porta. Magari tu stai salendo le scale e il treno riparte. A noi è successo. Ho fatto salire i bimbi, sono salita io, Ale stava organizzando il passeggino quando il treno è partito. Attimi di panico perchè era rimasto a terra, con zaino e passeggino. Urla dei bambini, urla mie, figura da inesperti totali. Fortunatamente Ale è riuscito a balzare sopra… ma la lezione è stata chiara e non ci hanno più trovati impreparati!

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Nel Kerala, in India, oltre all’Induismo si incontrano molti cristiani. E’ lo stato indiano con il maggior numero di cristiani. Noi siamo arrivati proprio durante il Natale, e Fort Cochi era addobbata per festeggiare l’avvento e la nascita di Gesù; cosa ne dite di questo presepe? Spesso si vedevano in giro presepi illuminati da luci psichedeliche, da strobi intermittenti. Anche all’interno delle chiese c’era un che di disco anni 70 che rendeva la solennità del momento piuttosto bizzarra.

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Una mattina siamo andati in posta a Fort Cochi per spedire un pacco per l’Italia. La cosa che mi ha colpita, ovviamente, oltre al solito Indian Time piuttosto rilassato, è stato questo cartello: Impara una parola Hindi ogni giorno. La parola del nove gennaio era Eccitazione. Il cartello era messo lì per la gente in attesa.

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C’è un quartiere a Ernakulam, India, dove andavamo ogni tanto per fare spesa biologica. Avevamo scoperto l’unico posto in tutta la città che vendeva prodotti biologici e data la quantità di pesticidi che vengono ammessi nelle coltivazioni indiane, appena potevamo affrontavamo questo viaggio… Perchè di vero e proprio viaggio si trattava. Bisognava scegliere tra due strade:  prendere un battello e poi un tuk tuk arrivati sulla terraferma, oppure affrontare i vari ponti che collegano le isole con la terraferma con un unico tuk tuk in mezzo a un traffico inquietante.  Ma la cosa veramente particolare era che entrare nel quartiere dove avremmo trovato il nostro negozietto biologico significava entrare in un quartiere comunista… ma comunista d’altri tempi! E per un attimo non capivi più dov’eri, perché tra donne in sari, uomini in doti e bandiere con la falce e il martello…c’era qualcosa che effettivamente non ti spiegavi!

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Il doti è un telo che viene avvolto intorno alla vita e portato da tutti gli uomini come fosse un pareo, nelle occasioni più spirituali si porta lungo fino ai piedi,  all’altezza delle ginocchia nella vita quotidiana. Nel kerala quasi tutti gli uomini vestono con il doti. E anche Ale ha avuto il suo doti. Con tanto di spiegazione su come portarlo.

budda

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Chiang Mai, Thailand, ..trova le differenze.

martino monaco

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ninni drago

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Esperienze buddiste in Thailandia.

cibo ginnastica

Solar Kitchen, Auroville, India. La passione delle bimbe all’ingresso della mensa generale di Auroville. Avrebbero trascorso ore a roteare come criceti attorno a quella sbarra…Siamo nella foresta.

ninni astronauta

Bangkok. The children Museum. Che dire, il giro del mondo ha dato i suoi frutti. Vinicio vuole fare il capitano astronauta…!

PARTENZA FAMIGLIA FORT COCHI

La famiglia Indiana che ci ha affittato l’appartamento a Fort Cochi. Susan, Tanya e il figlio, che tutt’ora non abbiamo capito come si chiama. Noi abitavamo al piano di sopra, loro sotto.  I nostri bimbi hanno trascorso le giornate intere a giocare con questi bimbi e con i loro cugini. Una vera e propria immersione nella vita quotidiana indiana.

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ninni placenta
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Auroville (India), Ikaria (Grecia), Gokarna (India). Prima di ogni partenza, quando dovevamo lasciare un luogo, ci radunavamo e in un momento di solenne concentrazione ringraziavamo il posto che ci aveva ospitati; ognuno di noi diceva grazie per qualsiasi cosa, una persona speciale conosciuta, un paesaggio, un cibo… anche per le fatiche che ci avevano fatto scoprire quanta forza possiamo avere.

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Ko Samui, Thailand.  Chi conosce Ines di persona sa quanto sia golosa. E quegli occhi in attesa erano tutti per questo Mango Softy. Mango thailandese congelato e poi frullato. Semplicissimo e sublime allo stesso tempo. Se andrete mai a Ko Samui, Radiance, proprio sul mare, offre il cibo degli Dei a prezzi veramente onesti.

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E’ vero che è stata faticosa la nostra esperienza thailandese, ma per quanto riguarda il cibo, non cè bisogno di tante parole: divino.

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Salire, arrampicarsi sul Wat Arun, il tempio dell’Alba a Bangkok. Scale ripidissime, una vera e propria prova di coraggio.

Lo stesso coraggio che dobbiamo trovare ora. Chiudo così, come ho iniziato. Con uno sguardo, che possa ancora illuminar(si)e.

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Un abbraccio grande a tutti voi che ancora, nonostante tutto, continuate a seguirci. Grazie.


20 pensieri su “Immagin(aria).

  1. E’ stato bello aprire la posta e trovare nuovamente una vostra email. Vi auguro tanto bene e tanta luce che vi illumini ancora e sempre la strada giusta. E anche io ne avrei bisogno 🙂
    Daniela

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    • Cara Daniela, grazie. Ti auguro tutta la luce di cui hai bisogno. Lo so che non è sempre facile credere che le cose succedono perchè è proprio di lì che dobbiamo passare…io pure ci sto provando. Ti abbraccio, grazie Caterina

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  2. Avete fatto un viaggio bellissimo e inimmaginabile ..con tutti i bimbi appresso! Pero’ ce l’avete fatta e …altro che scuola e’ stata per questi fortunatissimi bambini! Io ancora rimango allibita per il vostro coraggio,quando io da sola e con due bimbi piccolissimi da Creta andavo in Italia e mi sembrava tanto difficile. Voi vi siete buttati a cuore aperto in quest’avventura con non poche difficolta’,ma le avete superate tutte perche’ siete un nucleo unito ,preparato e combattivo e anche un po’ incosciente,beati voi!. Non avrei mai avuto il coraggio di farlo, ma vi ammiro un monte! Bravi,bravi bravi! Attraverso le vostre avventure e i vostri viaggi ci fate sognare e capire ed esplorare! E poi avete dismostrato che volere e’ potere!

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    • Carissima Carla, grazie! Siamo un po’ incoscienti…hai ragione! Anche perchè, lo dico sempre, credo che ci voglia più coraggio a restare che a partire… e me lo sta confermando la vita ora, che siamo dovuti rientrare e che è così faticoso trovare il coraggio per riadattarsi a tutto ciò che avevamo scelto di lasciare. Spero di poterti fare sognare ancora, a breve! Ti ringrazio di cuore, un abbraccio forte, Caterina

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  3. Avete avuto molto coraggio mettervi in una avventura così grande e importante sicuramente per i vostri bambini è un’ottima scuola di vita vi ammiro siete molto bravi

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    • Cara Alessandra, grazie del tuo passaggio qui! Scusa il ritardo con cui ti rispondo. Per quanto riguarda il coraggio…mah, non so se ci vuole più coraggio a partire o a restare! Spesso credo che la seconda ipotesi sia quella più probabile! Ti mando un abbraccio forte, grazie Caterina

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  4. Ogni tanto il pensiero vola a voi e alla splendida famiglia che siete. I vostri ultimi post seppur velati di tristezza li accolgo sempre con un sospiro di sollievo come a dire…..allora ci sono ancora e stanno bene. È’ strano ,non vi conosco, ma siete entrati nel mio cuore. La vita tornera’ a sorridervi,il bene porta bene….sempre! Un abbraccio Da Roma!

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    • Carissima Alessandra, perdona il ritardo con cui rispondo. In questo momento la vita si è completamente ribaltata e il disegno dentro cui siamo entrati lascia poco spazio alla mia voglia di mettermi a scrivere. Però grazie, grazie di cuore per le parole che ci hai lasciato. Ci danno tanta forza. Ti abbraccio, spero di ritrovarti ancora qui. Buoni giorni a te, Caterina

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  5. ciao a tutti e ben ritrovati mi sono mancate le vostre riflessioni del viaggio intrapreso
    Come un libro che inizi a leggere ,aspetto ancora notizie e vi auguro di passare questo periodo senza farvi travolgere dal dolore
    Un abbraccio
    Cecilia

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  6. Carissimi, sono contento di risentirvi, ogni volta che vi leggo ricevo qualcosa. Non è facile per chi come me non è portato ad aprirsi, ma sicuramente devo dirvi che siete un modello di educazione e di famiglia da prendere a riferimento.
    I vostri bambini non sanno quanto sono fortunati ad avere dei genitori coraggiosi come voi che provano ad insegnargli dei valori umani ma non diffusi. La curiosità, l’avventura e la novità che voi avete soddisfatto è illuminante se confrontata con l’abbandono dei bambini di fronte a tv, ipad, videogiochi e similari che con quotidianità noi tutti osserviamo. Grazie perché ci avete ricordato che essere genitori non è solo portare dei soldi a casa ma che per i figli quello che conta veramente è la sicurezza di appartenere ad una famiglia unita e che sa ascoltare.

    Un grande abbraccio a tutti

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    • Gio, non ho parole. Grazie di ciò che ci scrivi, ma soprattutto perchè lo hai fatto. Grazie davvero. Io, noi, vi pensiamo tanto, avrei voglia di abbracciarvi tutti quanti. Spero riusciremo a vederci presto, prestissimo. Ti abbraccio fortissimo.

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  7. Ciao
    è un po’ che penso a queste righe e rimando. Io e Raffaella avevamo un progetto simile al vostro che ci ronzava in testa da tempo. Quando abbiamo deciso di affrontarlo davvero abbiamo trovato voi appena partiti. Forse l’unico racconto in italiano di una famiglia che parte e che un poco ci assomiglia.
    Intanto che noi studiavamo gli aspetti pratici e le tante domande dei preparativi si accumulavano attendevamo vostre notizie e il fatto di leggerle ci faceva apparire sempre più reale e non poi tanto assurdo il nostro progetto.
    Un giorno, sono a Milano per lavoro, arriva la botta. Chiamo subito Raffaella che mi anticipa :”Hai visto? Tornano”.
    Per noi è stato un giorno davvero duro, penso di aver provato quasi rabbia nei vostri confronti :” Ma come? Ci mollate così?”. E’ strana l’intimità che si crea con persone che non conosci e che nemmeno sanno che li leggi, li guardi, li spii.
    Poi col tempo rifletti, digerisci e capisci che anche il fatto di fermarsi o di tornare quando non si era previsto fa parte delle cose che NOI vorremmo imparare dalla nostra piccola avventura che non si può e non si deve controllare la vita. Provare a renderla più interessante, meno noiosa, varia ma accettarla con la consapevolezza che lontano o vicino ne vale sempre la pena…. di viaggiare.

    Insomma, ci siamo, tra poco tocca a noi 4, famigliola onnivora ( e si per noi sarà più semplice ) col suo piccolo bagaglio di domande, senza aver veramente deciso dove andare se non sempre verso est con la consapevolezza che un viaggio di un anno in famiglia non è poi così folle o complicato da fare se persone “normali” quanto “speciali” come voi l’hanno fatto.
    Grazie del vostro racconto
    Giordano

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    • Carissimo Giordano, grazie di questa bellissima lettera…che mi ha emozionata e non poco! Per prima cosa, sono davvero felice che stiate per buttarvi nel mondo, il vostro viaggio è già iniziato, ma ora arriverà la parte più emozionante, più sconvolgente, più profonda. Sarà qualcosa che vi trasformerà, sia come individui che come famiglia, come gruppo. Ci saranno momenti complessi, difficili, emergeranno tratti di voi stessi che probabilmente non conoscete ancora. Io ricordo con grande emozione i giorni prima della partenza, l’adrenalina, la sensazione di essere inondati dell’amore di tutte le persone care… quasi mi mancava il respiro. E poi il grande salto nel vuoto, come ogni prima volta di qualsiasi esperienza. Indimenticabile. Fate tesoro di tutto, godetevi ogni istante. Noi abbiamo perso lo zaino di Miranda, lo zaino organizzato meticolosamente per mesi, lo stesso giorno della partenza! E lei è partita completamente nuda, senza nulla! e così ci si rende conto che tutto ciò che pare necessario inizialmente… poi assume un significato profondamente diverso, quasi inutile. In giro per il mondo troverete tutto ciò di cui avete bisogno…magari se andate in India qualche cerotto serio consiglio di portarselo dietro!!!!! Vi auguro di seguire la vostra stella, il vostro orizzonte, di accogliere i segnali che il vostro cammino vorrà offrirvi. E’ difficile dirti come stiamo noi ora. L’aver interrotto quel profondo percorso interiore, il lutto che ci ha colpiti così da vicino, il trovarsi a vivere una situazione che non abbiamo scelto…è come se tutto si sia avvolto su se stesso, e nonostante ci sforziamo e crediamo che anche questo faccia parte del viaggio della vita… dentro ciascuno di noi regna una profondo velo di tristezza, una sorta di malinconica delusione. Ora non possiamo ripartire, ma so che lo faremo appena le condizioni ce lo permetteranno. Oggi vi auguro ogni bene, ogni luce, ogni forza. Se ti va, quando vorrai, raccontaci i colori del Vostro Viaggio. Buon Cammino, Caterina

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