L’ESSERE VEGANI

Una curiosità della nostra famiglia è che siamo tutti quanti vegani.

Questo termine ormai inizia a non piacerci più, un po’ perché non ci piace etichettarci, un po’ perché pare diventata un  po’ una moda, un po’ perché al solo suono della parola vegano spesso si associano pensieri negativi, contorti, confusi, pregiudizi e tanto altro.

Semplicemente, noi non mangiamo nulla che abbia un cuore e neppure nulla che derivi da animali.

Essere vegani però, non è qualcosa che ha a che fare solo con il cibo. Essere vegani significa innanzitutto cercare in tutti i modi di evitare la sofferenza di qualsiasi essere vivente, che sia umano o animale.

Quindi  essere vegano non riguarda esclusivamente l’alimentazione, evitiamo anche gli indumenti con pelle, cuoio, lana, piume.

Spesso al solo sentire la parola vegano molte persone si spaventano, alcune si irrigidiscono pensando che da li a poco inizi il sermone sulla violenza agli animali etc..

Non andiamo da nessuno a dire cosa o come dovrebbe mangiare, abbiamo amici vegani e amici onnivori, riusciamo a convivere in pace. Questo è un punto molto importante, legato proprio all’essere voluti diventare vegani: non c’è alcun desiderio di indottrinare gli altri, non c’è alcun giudizio nei confronti di chi mangia diversamente, non c’è una lezione in atto. Vegano che rispetta gli animali e non gli umani non suona molto bene!!!

Cè, d’altro canto, la massima apertura al confronto e al sostegno verso chi vuole conoscere o intraprendere un percorso personale di trasformazione.

Il non voler far parte dell’abuso che l’essere umano compie quotidianamente sugli animali è uno dei motivi per cui tutta la famiglia è diventata vegana.

L’aspetto legato alla salute fisica e mentale è il secondo aspetto importante che sostiene ancora più profondamente la nostra scelta.

Spesso ci siamo sentiti dire poveri bambini che non possono scegliere cosa mangiare.

E’ vero, non possono scegliere cosa mangiare.

A questa affermazione però vorremmo fare seguire una riflessione un po’ più costruttiva.

Ogni genitore SCEGLIE per i propri figli finchè non sono in grado di scegliere autonomamente. E’ il ruolo primario del genitore. La responsabilità di ogni scelta è e deve essere del genitore. Mai, mai del bambino.

Importante è che la scelta sia coerente, chiara e onesta.

Noi abbiamo fatto un po’ di confusione fino a un certo punto. Fino a quando anche il papà non ha intrapreso questo cammino personale.

Fino a quando le scuole non permettevano alternative.

E la figlia più grande ne ha subito le conseguenze.

Dal momento in cui la scelta è stata chiara, voluta e spiegata, non c’è più stato alcun problema.

I nostri quattro figli mangiano tantissimi alimenti, conoscono una quantità indescrivibile di cibi e soprattutto conoscono le proprietà nutritive dei cibi. Partecipano alle spese, alla creazione dei piatti, cucinano con noi, osservano, leggono libri a tema e guardiamo spessissimo video e documentari sugli animali usati come cibo.

Hanno piena consapevolezza di cosa significa mangiare carne o pesce o latte. Sanno perchè abbiamo fatto queste scelte e perchè sosteniamo la loro conoscenza.

Devo dire che non ci sono problemi di sorta, non vivono con la speranza che qualcuno gli regali una caramella o dei biscotti farciti.

Abbiamo imparato a cucinare dolci golosissimi e sani, gelati, torte, biscotti, perfino la “.utella”.

A dirla tutta cerchiamo di mangiare moltissimo crudo, seguendo i principi dell’igienismo e cioè tanti pasti di sola frutta, sempre prima e lontano dai pasti principali, niente zuccheri raffinati, niente cereali raffinati e spesso senza glutine, cerchiamo di mangiare poco cotto e poco elaborato. Tutto molto semplice e molto molto gustoso.

12 pensieri su “L’ESSERE VEGANI

  1. Ciao Caterina, sono affascinata dal vostro viaggio e dalle vostre scelte di vita che non sono sempre semplici ma ammirevoli ma mi sono soffermata sulla frase “evitiamo anche gli indumenti con pelle, cuoio, lana, piume.” Li evitate sostituendoli con cosa? Come si sostituisce la lana ad esempio con un prodotto comunque naturale e che rispetti l’ambiente e l’uomo?

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    • Cara Laura, grazie di essere passata i qui e delle domande che mi poni! Se devo essere sincera finora non abbiamo avuto bisogno di sostituire la lana. perchè non ne abbiamo mai usati molti, a Bologna non c’è così freddo (almeno per noi!). D’inverno ci vestiamo a strati con materiali di cotone principalmente (esiste il caldo cotone anche per maglioni ,apparentemente possono sembrare di lana leggera), altrimenti ciniglia o flanella di cotone, raramente pile. Il pile cerchiamo di prenderlo derivato da materiali riciclati (principalmente dalla plastica). Non sempre ci si riesce, capita che ci passino vestiti che arrivano da amici e quindi diamo priorità al riciclo, al non spreco (sempre rimanendo in territorio vegano, comunque.), magari sono misto cotone/acrilico, non naturali al 100 per cento, ma il fatto di buttare via vestiti praticamente nuovi è davvero inconcepibile. La pratica del riuso dei vestiti è stata davvero preziosa nella nostra famiglia, devo ringraziare davvero tanti amici con cui ha sempre funzionato questo scambio che ci ha permesso di evitare un’infinità di acquisti inutili! Ti mando un abbraccio, Caterina

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  2. Ciao Caterina, ciao famiglia in viaggio. In questo messaggio voglio porrgervi i miei aguri di una felice esprienza di viaggio. Come tantiche vi hanno scritto anche io vi manifestero che provo nel leggere di voi un sentimento ambivalente. Da una parte ammirazione stupore curiosita e stima per scelte così particolari e Libere; non assoggettate a schemi. Quindi complimenti. Dall’altra parte invece riconosco un certo estremismo, che a volte spinge anche me in territori nuovi, che trova una giustificazione teorica solo parziale. In linea teorica sono d’accordo col pensierovegano. Ma questo rispetto nei confronti degli animali dovrebbe corrispondere anche ad un rispetto all’animale uomo. E allora niente palloni da calcio, di cui ci dicono che sono cuciti dai bimbi sfruttati nel sud est asiatico, niente prodotti da provenienza incerta di cui non si conosce l’eticità del proprietario di fabbriche estere ( o anche italiane!). Insomma, che dire, quanta fatica, quante privazioni, che vita limitata per me e la mia famiglia. E allora mi chiedo: ne vale la pena? Cambia poi qualcosa nell’economia mondiale. Lo so bene che bisogna cominciare con tanti piccoli cambiamenti, altrimenti niente potrà cambiare. Solo che tutto questo lo vedo applicabile se io fossi da sola. Adesso coi figli….che dire…. non me la sentirei proprio di isolarli così molto da una quotidianità che non ti consente di applicare queste scelte. Forse é per questo che avete scelto di uscire completamente fuori dagli schemi? Non é mia intenzione contestare la vostra scelta. Vorrei capire Come intendete questa vostra scelta.
    Buona giornata.
    Liv

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    • Ciao Liv, grazie delle parole che scrivi e soprattutto delle riflessioni che mi poni.Sono perfettamente d’accordo con te quando affermi che al rispetto per gli animali debba corrispondere il rispetto per l’essere umano. Non ha senso dichiararsi vegani per poi non considerare in primis lo sfruttamento umano. Non so se ti siamo sembrati estremi, nelle scelte, nelle abitudini e nello stile di vita. Sinceramente l’essere vegani non ha nulla di estremo, riguarda il modo in cui ci alimentiamo e il modo in cui ci vestiamo, riguarda un’attenzione particolare all’ecologia, ma oramai non sono più scelte estreme. Sono forse un po’ più complesse da gestire, ma per nulla estreme. I bambini vivono questo essere vegani ormai molto molto serenamente, ne sono partecipi e consapevoli. Non soffrono e non si sentono privati, questo lo posso affermare perchè ne parliamo spesso, chiediamo loro se desiderano altri cibi, se si sentono felici nell”essere diversi” o se preferirebbero mangiarsi un gelato confezionato invece di quelli che facciamo noi in casa. Per quanto riguarda lo sfruttamento umano cerchiamo di stare attenti, cerchiamo di acquistare prodotti equo solidali (i palloni da calcio, ad esempio, li facevano anche equo solidali) ogni volta che è possibile, stiamo attenti a non usare prodotti di dubbia provenienza e che non contemplino il lavoro minorile. Stiamo attenti e cerchiamo di essere il più coerenti possibili, ma sicuramente facciamo errori. Sicuramente non sempre riusciamo a “far quadrare il cerchio” perchè spesso la vita quotidiana diventa così vertiginosa che non si riesce a stare appresso a tutto. Cerchiamo di metterci impegno, nei confronti degli umani, degli animali e dei vegetali. Cerchiamo, ma non vuole dire che ci riusciamo sempre. Soprattutto ora, in viaggio, ci troviamo in situazioni in cui è impossibile scegliere, in cui dobbiamo per forza cedere, per esempio sui pannolini di Martino. In Italia usavamo quelli lavabili oppure quelli biodegradabili, in viaggio usiamo ciò che si trova, cioè qualcosa che non è sicuramente eco-friendly e neppure so chi l’ha prodotto e in che condizioni. Credo che la cosa più importante sia quella di provarci, di essere molto sereni e flessibili, di essere consapevoli e di trasmettere questa consapevolezza ai nostri figli. Credo che piccoli passi siano meglio dell’immobilità, che uno sforzo in più ne valga la pena, che sia possibile vivere assolutamente integrati rispettando gli altri, gli animali e la terra che ci ospita. Non sento di limitare i miei figli, magari sbaglio, ma ho imparato che spiegando, condividendo, rendendo partecipi i bambini dei perchè si fanno certe scelte invece che altre, si crea una fierezza nei bimbi che non ho ancora trovato qualcosa che l’abbia scalfita. Loro a Bologna vivono a stretto contatto con bambini che hanno abitudini e stili completamente diversi. Nono so se ti ho risposto… intanto mi fermo qui. Se hai ancora dubbi, chiedimi pure. Ti mando un abbraccio, buona giornata a te, Caterina

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  3. Ciao Caterina, grazie della tua risposta. Rileggendo il mio intervento (aiuto! Quanti errori maledetto correttore automatico…) e la tua risposta, mi sono sembrata eccesivamente giudicante. Sarà il mezzo, sarà che scrivendo senza conosersi, su di un blog dove ci si espone in una modalità da un lato forte dall’altro molto lontana… da sguardi e sensazioni; ad ogni modo spero non abbia percepito nessuna accusa.
    Ho capito abbastanza il vostro di vista. Lo apprezo e lo ammiro. Rimango dell’idea che sia poco applicabile. E parlo di me e della mia famiglia ovviamente. Io ho una pessima gestione familiare di spesa cucina mangiare nutrirsi ecc….. quindi chiaramente la filosofia vegan mi appare estremista; ma non nei valori.
    Quindi per ora ti ringrazio della riflessione.
    Buona India!
    Ciao
    liv

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  4. Ciao Caterina e ciao ciurma.. non so in quale punto del vostro viaggio vi troviate, a sud sicuramente, ma indipendentemente dalle connotazioni geografiche spero ancora in viaggio…in sperimentazione e ricerca. Qualunque evento che comporti un mutamento di rotta, porta con se l’esperienza di ritrovarsi di confermare volontà e scelte, di sperimentare tutte le risorse di cui siamo provvisti e di cercare e trovare quelle che non abbiamo! vi auguro una sosta proficua!
    Ho scritto all’interno di questo post sulla vostra scelta alimentare perchè incuriosita vogliosa di trovare spunti per provarci, per documentarmi in modo da coinvolgere i miei figli. Potresti consigliarmi alcune pubblicazioni? Ho cominciato anche a informarmi sull’educazione parentale..ma questo è un altro capitolo!
    Grazie per ogni tua riflessione. Buon tutto
    Anna Lisa

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    • Carissima Luisa, ti chiedo veramente scusa, ma trovo e leggo soltanto ora la tua mail ! Mi è completamente sfuggita!!! Spero che tu nel frattempo abbia già intrapreso una strada… se posso dirti ciò che a me ha aperto definitivamente gli occhi è stata la lettura, un po’ di anni fa ormai, del China Study di Campbell, oltre al libro Alimentazione Naturale di V.Vaccaro. Questi due testi, che non hanno ricette o simili, parlano in modo molto semplice del tema alimentare, delle false credenze, dei miti a cui siamo sempre stati abituati.
      Attraverso questo testi mi sono avvicinata allo studio dell’igienismo naturale, un approccio molto semplice al concetto di salute: il corpo è in grado di autocurarsi se lo si mette nelle piene condizioni di poterlo fare. E attraverso la lettura dei classici dell’igienismo (Lazaeta, Shelton, Costacurta, Eheret.) mi sono appropriata della credenza che la scelta vegana è quella mi-ci porta più vicino a questo principio. In rete poi ci sono molti altri testi, magari più legati alle ricette vegane. Io adoro il libro Uno Cookbook di Manuel Marcuccio, adoro il blog di Sugarless per i dolci, bazzico ogni tanto su Vegan blog per ogni tipo di ricette, ho seguito tanto New Horizons Humangrafia, il blog di Marta con tante ricette buonissime. Ora, bene o male, le basi me le sono fatta e vado d’istinto in cucina a meno che non voglia fare qualcosa di particolare.
      Spero di averti dato qualche piccolo suggerimento…se hai ancora bisogno sono qui. ti chiedo ancora scusa!! Un abbraccio forte, Caterina

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  5. Ciao Caterina,
    ti scrivo per avere dei consigli, se hai voglia e tempo di darmeli. Dalle foto i tuoi figli mi sembrano in ottima salute e sono vegani. Io ho una bambina di 21 mesi e mi sto avvicinando al veganesimo, sto cominciando ora ma so che voglio andare in questa direzione (mio marito ha meno chiaro di me questo, mangia quello che gli servo ma poi compra i formaggi senza notare la contraddizione). Credo d’altronde che sia una direzione quasi obbligata, che il mondo nel tempo andrà in questa direzione (molti non sono d’accordo ma io la penso così). Mi sono iscritta a un gruppo d’acquisto vegano (sono di Bologna per cui forse lo conosci) e sto cercando di organizzare la mia quotidianità in modo da non nutrirmi solo di cibi veg preconfezionati e comprati al supermercato naturista. Riguardo la bambina se la mia pediatra sapesse che intendo farla diventare vegana le verrebbe un infarto, già mi ha molto disapprovato quando le ho detto che intendevo darle pochissimo latte vaccino (pretendeva che le dessi almeno due biberon pieni di latte, oltre i pasti).Vorrei cambiarle regime alimentare prima che mi chieda perché le servo gli animali che le faccio vedere e accarezzare nelle fattorie. Già comunque lei mangia molti legumi e le piace anche il tofu.C’è qualcosa di fondamentale che devo sapere riguardo l’alimentazione vegana dei bambini? Ci sono alcuni cibi fondamentali oltre i legumi e la soia? Devo integrare la vitamina b12? Tu hai optato per la scuola a casa anche per questo? è possibile nelle scuole italiana scegliere la dieta vegana o dovrò farle fare sempre l’orario part-time e farla mangiare a casa? Ti ringrazio molto, ci sono molti pregiudizi legati all’alimentazione vegana e i bambini, io stessa credevo fosse una crudeltà non far loro mangiare alimenti animali ma non lo credo più, mi vergogno e mi sento in colpa nei suoi confronti quando le dico “dai, mangia il pesce” e lei fa l’imitazione del pesce e ringrazio dio che il pollo si chiami diversamente dalla gallina e che non esista un animale che si chiama ragù.

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    • Carissima Viola. Perdona il ritardo con cui ti rispondo. La tua lunga lettera mi ha fatto molto piacere, spero di essere all’altezza della risposta! Per quanto mi chiedi…io credo, per esperienza personale, che un bambino possa essere tranquillamente svezzato e alimentato in modo vegano, ma deve essere prima di tutto un tuo percorso personale, se condiviso con il tuo compagno ancora meglio. Con questo intendo proprio che tu ti faccia una approfondita cultura sull’argomento e un’approfondita esperienza sul campo creando e sperimentando. Non sarà immediato, ma è fattibilissimo e soprattutto molto appassionante. Le tue motivazioni si amplieranno se inizi a studiare, se inizi a entrare in questa scelta, che contempla l’amore per ogni forma di vita, l’amore per la terra, la salute, la semplicità. Potenzialmente si può essere vegani e mangiare da schifo comunque…per questo dico che è molto importante ascoltare il corpo, riappropriarsi dei sapori, delle esigenze, dei segnali. Ti scrivo questo perchè veramente credo che se tu sperimenti su te stessa e impari a conoscere questo mondo, ti sarà molto semplice affrontare lo svezzamento della tua bimba, proprio perché non ci sarà grande differenza tra ciò che mangi tu e ciò che proponi a lei. Se uno stile alimentare è sano, vario, ricco equilibrato per te, lo sarà anche per lei. Certo che con i bambini c’è da stare molto più attenti, ma una dieta vitale non porta a carenze. Per vitale intendo: tantissimi frutta, almeno 5 porzioni al giorno lontane (o prima) dei pasti (spaziando il più possibile tra tutti i tipi di frutta che si trovano…in casa nostra non mancano mai neppure i datteri, ricchissimi di minerali, energetici, perfetti come merenda, per fare frullati, torte crudiste..), tantissime verdure crude e cotte, tantissimi ortaggi, dei sani cereali (integrali o semi integrali, l’intestino dei piccolini non è ancora adatto all’integrale, ma questo lo impari a riconoscere …..puoi spaziare tra riso, mais, avena, grano, miglio..), i legumi (piselli, lenticchie rosse o gialle, ceci, fagioli, soia come tufu), semi e frutta secca, e poi ci sono i superfoods, che integrano e che possono essere i semi di canapa, di chia, di lino, la spirulina, il germe di grano, ..e tutti i latti vegetali (riso, mandorle, avena, soia….). Se impari a fare i dolci puoi creare di tutto, dalle crostate, ai biscotti, alle torte, ai muffins…anche il salame di cioccolato! Magari usando dolcificanti a basso indice glicemico come il malto o lo sciroppo di riso, l’agave eventualmente anche lo zucchero grezzo. La nostra alimentazione si basa su questi alimenti, pochissimo tufo, zero seitan che essendo glutine è molto proteico ma anche molto pesante per l’intestino. Il pane lo usiamo pochissimo, ma puoi sempre cercare un buon pane evitando magari la farina 00 che proprio salutare non è. I bambini hanno bisogno di cibo vivo, niente schifezze ma certamente non si possono privare del gelato o dei dolci…che per esempio noi facciamo congelando le banane e che poi vengono frullate e il risultato è proprio quello del gelato…ma ovviamente sano.. E ci si può aggiungere ciò che si vuole, dal cacao, ai pistacchi ad altra frutta. Libera scelta. I nostri figli sono sani, si ammalano di rado e quando si ammalano il sistema immunitario è pronto a reagire. Sulla b12 ci sono teorie controverse, ti consiglio di farti un’idea tua personale, c’è chi sostiene che debba essere integrata e chi no. Io ho provato entrambe le strade…e sinceramente cerco di osservare i bimbi e di ascoltare molto i segnali che mi manda il loro corpo per agire o meno in una direzione. Per la scuola…esiste on line una documentazione abbastanza esauriente sull’argomento, a dire il vero sono 2 anni che non la leggo più e immagino che si sia ampliata. Bologna fino a due anni fa era piuttosto chiusa rispetto alla dieta vegana a scuola. Io sono riuscita ad averla al Nido, ma non era assolutamente bilanciata ed era seriamente triste. Alle elementari e nella scuola d’infanzia non me l’hanno accettata nonostante avessi presentato la domanda seguendo un forum sull’argomento. Forse oggi è cambiato qualcosa…ma non ti so dire di preciso. So che rispetto ad altre città italiane, Bologna è molto indietro, Esiste un ottimo pediatra, si chiama Mario Berveglieri, lavora a Cento di Ferrara, ma è veramente umano e soprattutto sostiene l’alimentazione vegana. Puoi contattarlo se vuoi un sostegno in questo momento di passaggio. Se ti posso dare qualche spunto, ti posso dire che io ho trovato nell’Igienismo naturale la profonda semplicità di cui avevo bisogno per affrontare il tema alimentare legato alla salute. C’è tantissima letteratura a riguardo, dal China Study, all’Alimentazione Naturale di Vaccaro. Ci sono tanti siti, veganblog per le ricette, sugarless per i dolci, ci sono siti per comprare on line (costa meno) alcuni superfoods e anche alcuni attrezzi che ti possono semplificare la vita…dipende quanto vuoi e puoi investire in questo cammino (frullatori, essiccatore, macina semi, estrattore….). Non so se ti sono stata d’aiuto… o se ti ho fatto più confusione… l’unica cosa che credo veramente è che se questo cammino lo percorrete come famiglia, sostenendovi nel percorso, nelle scelte, diventerete sicuri e sarà meno faticoso. Sono certa che ce la farete, quando il processo si mette in moto di solito basta seguirlo con coraggio e fiducia. Se hai bisogno di qualcosa d’altro, sono qui. Ti mando un abbraccio forte, buoni giorni a tutti voi! Caterina

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  6. Ti ringrazio moltissimo della risposta, mi hai dato molti spunti che mi saranno utilissimi. So che è un cammino che dovremo fare come famiglia, ma non tutti siamo ugualmente pronti. Io lo sono perché per ragioni di salute in passato sono stata per tre anni quasi vegana (e questo mi ha aiutata a guarire; poi però ho incontrato mio marito che era onnivoro e ho cominciato a sgarrare) e perché credo nel potenziale altamente dannoso per la salute dei cibi animali per cui mi sembra un controsenso, se credi in questo, dare carne a tua figlia. Poi ci sono altre mille considerazioni che sicuramente anche voi avete fatto.
    Mio marito ancora non è pronto ma per ora mi va bene anche solo la sua partecipazione part-time, anche se questo rende le cose più difficili riguardo alla gestione della bimba ma comunque almeno
    abbiamo cominciato. Andremo avanti. Per ora sapere che crescere bimbi sani e forti senza cibi animali è possibile e facile è per me molto rassicurante. Ti ringrazio ancora e spero che stiate tutti bene, al sud o dovunque siate adesso. Aspetto di leggere i prossimi post per immaginarvi

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  7. Bellissima espressione, semplice e chiara.
    Un percorso fatto di sola costruzione rivolta principalmente verso se stessi e in automatico agli altri.
    Chi scopre la bellezza nel prendersi cura del proprio corpo, come se fosse un Tempio, è un uomo equilibrato in sinergia con la natura e colmo di energia POSITIVA. ♡

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