ORGANIZZARE IL VIAGGIO PER TEMPO

Le difficoltà più grandi sono quelle che uno si crea. Detto questo ogni intoppo e ogni notte spesa a riflettere, scegliere, confrontare, decidere e stata già un’avventura.

BIGLIETTI:

Bootsnall. E’ stata la scoperta più preziosa per affrontare il viaggio. Sono una vera e propria risorsa perchè oltre al biglietto vero e proprio ti offrono un’infinita serie di consigli, aiuti, scorciatoie, esperienze per poter pianificare al meglio il viaggio. E, soprattutto, sono disponibilissimi a dispensare consigli, chiarimenti e rispondono molto velocemente.

PASSAPORTI:

Necessario! Importante, anche i minori hanno bisogno del loro passaporto. Considerate che ci vuole almeno un mese per averlo. Munitevi di tante fototessere, consiglio: usate il computer, ci sono programmi ottimi (soprattutto con il mac, non so con microsoft) per poter scattare fototessere. Sarà comodo averle nel computer, se ve lo porterete in viaggio. Inoltre ne potete stampare una quantità industriale e i costi sono sicuramente inferiori rispetto alle fototessere fatte nelle macchinette.

Munitevi di pazienza.

VISTI:

I visti bisogna organizzarli per tempo, ma bisogna sempre stare attenti perchè spesso i visti partono dalla data di emissione e non da quella d’ingresso nel paese, quindi, per tempo si, ma non troppo tempo prima. Il visto per l’India ha validità 6 mesi, perciò siamo riusciti ad organizzarlo prima della partenza, gli altri li faremo strada facendo.

Per il visto in India ci siamo affidati a http://indianvisaonline.gov.in/ dove troverete tutte le informazioni per compilare i moduli online da spedire. Abbiamo fatto tutto tramite corriere, tutte le informazioni sono contenute nel sito

LAVORO:

Il lavoro l’abbiamo lasciato alla fine del 2013 allo scadere dei nostri contratti. E’ stata una scelta meditata a lungo, molto molto complessa. Entrambi avevamo due lavori affascinanti e impegnativi. Scegliere di cambiare vita non significa soltanto intraprendere un viaggio fisico, attorno al mondo, significa cercare un nuovo modo per potersi sostenere, per poter lavorare per vivere, per poter non essere schiavi del lavoro. Ancora non sappiamo cosa faremo dopo, ma sentiamo che troveremo ciò che cerchiamo.

SCUOLA:

Per quanto riguarda la scuola abbiamo già sperimentato l’anno passato la scuola parentale, ed è stata un’esperienza bellissima e costruttiva: abbiamo cercato di mantenere un buon rapporto con la scuola che le bimbe hanno o avrebbero dovuto frequentare. Questo non è scontato, alcune esperienze di scuola parentale sono difficili da realizzare per i pessimi rapporti che i dirigenti scolastici hanno con questa realtà. In ogni caso ci sono delle trafile burocratiche per dichiarare che la famiglia provvede all’educazione e che è disposta a sostenere, se vuole, un esame a fine anno scolastico.

Abbiamo quindi dovuto organizzare per tempo tutto il materiale burocratico che sarà necessario spedire alla scuola a Marzo 2015, nello specifico:

-lettera che certifichi la nostra capacità intellettuale ed economica per gestire l’adempimento educativo delle nostre figlie

-lettera in cui si afferma la volontà di voler proseguire con l’istruzione parentale anche per l’anno 2015-2016

-lettera che richieda l’ammissione all’esame di idoneità per le nostre figlie Ines e Miranda. Questo è un punto dolente, un pò.

Nel senso che l’esame di idoneità non è un obbligo. Non esiste alcuna legge che ne sancisce l’obbligatorietà.

Noi siamo riusciti a trovare un accordo con la Dirigente affinchè l’esame vertesse sul percorso condotto a casa, e non sui programmi ministeriali. In questo modo Ines ha dovuto semplicemente affrontare un momento “un pò più ufficiale” riguardo a ciò che durante l’anno avevamo studiato. E’ stata un’esperienza positiva, per questo accettiamo di ripeterla. Sicuramente, se non fossimo riusciti a trovare un accordo, se fosse stato un esame invasivo e frustrante, se non ci fosse stata data la possibilità di comunicare con le insegnanti che l’avrebbero “esaminata”, se non ci avessero permesso di essere presenti durante l’esame, allora ci saremmo sicuramente avvalsi della possibilità, del diritto, di non sostenere questa prova.

Chi ne volesse sapere di più questo sito è molto prezioso.

educazioneparentale.org

VACCINI:

Affrontare un giro del mondo toccando paesi come il Sud Est Asiatico ha ovviamente posto alcune dubbi, alcune necessarie riflessioni. La nostra scelta finale è stata quella di non vaccinare nessuno, nè noi, nè i nostri figli. Non ci sono vaccinazioni obbligatorie nei paesi che tocchiamo, neppure per l’India. Ci sono un’infinità di vaccinazioni consigliate, ma noi non abbiamo mai creduto nei vaccini, non abbiamo mai vaccinato i nostri figli, e abbiamo scelto di continuare su questa strada. La scelta è assolutamente personale e non stiamo suggerendo di non vaccinare, questo è semplicemente il nostro pensiero.

Per documentarsi ci sono un’infinità di ricerche e di studi. Noi siamo iscritti al Comilva, www.comilva.org associazione che lavora in tutta Italia per sostenere da un punto di vista educativo, legale e medico le famiglie che scelgono di non vaccinare i propri figli.

COSA PORTIAMO:

Toccando quasi esclusivamente paesi “caldi” il nostro vestiario si è organizzato di conseguenza. Pochi vestiti per tutti, questo il motto. E, soprattutto, in ogni luogo che si tocca esistono esseri umani e, di conseguenza, esistono vestiti. Quindi, lo stretto necessario e basta:

-giacca della pioggia, felpa e maglia di cotone a maniche lunghe

-3-4 magliette  e 2 cannottiere

-2-3 pantaloncini e 2 pantaloni lungo

-4 paia di mutande e 2 paia di calze

-1 vestito (per le bimbe)

-2 costumi, 1 foulard e 1 fazzoletto

-sandali waterproof, scarpe chiuse leggere

-5 asciugamani grandi leggeri

-1 telo grande multiuso

Più o meno questo è stato il bagaglio di partenza di ogni membro della famiglia. Il vero peso non è dato dai vestiti, ma da tutti gli oggetti che si rendono necessari:

-beauty case con phon(molto minimale)

-pronto soccorso e rimedi vari (piuttosto voluminoso)

-valigetta con tutti i carica batterie di ogni oggetto tecnologico

-pila, pile, coltellino

-beauty con amuleti

-beauty con lenti a contatto

-tecnologia: mac, ipad, kindle, macchina fotografica, 2 telefoni

-materiale per scrivere, quaderni, piccoli giochi

-un’amaca, un fischietto con bussola

-kit di prontosoccorso

-il Piano D, che ancora non sappiamo cosa contenga!

-2 guide: atene e istanbul

-diari, 2 libri

-pannolini per Martino

-1 blender-grinder per sopravvivere con frullati, smoothie e tritare i vari semini.

ZAINI:

Abbiamo ricercato varie opzioni, alla fine abbiamo optato per gli zaini della Quechua. Noi grandi con 2 zaini da 60 litri, Ines uno da 20, Miranda 18 e Vinicio un piccolo zainetto.

I bimbi non posso portare un peso superiore a un terzo del loro peso: Ines pesa 28 kili, peso massimo consentito 7 kili.

MEDICINALI:

Non usiamo medicinali allopatici, per cui abbiamo creato una sorta di kit di sopravvivenza fatto di olii essenziali, tinture madri, rimedi omeopatici e pomate alle erbe.

SOLDI:

Ci siamo organizzati con 2 carte di credito, una Visa e una Mastercard. Abbiamo dei dollari nascosti e il resto lo preleviamo sul posto.

CASA:

La nostra casa di Bologna l’abbiamo messa in affitto tramite Airbnb e la teniamo per cercare di fare lo Scambio casa duarante il viaggio.

Ci siamo quindi iscritti ai vari motori di ricerca: Scambio Casa, Home for exchange, Trustedhousitters e ovviamente Airbnb

2 pensieri su “ORGANIZZARE IL VIAGGIO PER TEMPO

  1. Ciao, mi chiamo Viola, sono anch’io di Bologna e ho una bimba piccola, di 16 mesi. Ero e sono una viaggiatrice, per esempio conosco bene lo scambio di casa e io e mio marito l’abbiamo fatto anche con la bimba. Conosco anche l’India, e ci tornerò, ma con la bimba più grande. Ho letto con grandissima partecipazione il post sulle verruche di Ines, da mamma ho sentito oltre le parole quello che poteva aver provato Caterina, la sua sofferenza, i suoi dubbi, la paura ma anche il bisogno di essere fedeli alle proprie convinzioni. Personalmente avrei dato a mia figlia gli antibiotici ma rispetto e, di più, capisco, il bisogno, da genitori, di essere fedeli alle proprie convinzioni, a ciò che si ritiene meglio per i propri figli, anche se si viene criticati. Ammiro quindi la scelta di non usare antibiotici e di essere vegani e di dare un’educazione diversa, senza scuola e adesso in giro per il mondo. io sono più possibilista nella vita e nell’educazione di mia figlia, mi rifugio di più nel “buon senso”, nella tradizione, ma capisco.
    Vi seguirò nel vostro viaggio e nella vostra voglia di crescere i vostri figli in libertà ma fedeli a ciò che ritenete il meglio.

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    • Ciao Viola, che bella lettera! Scusami ma la trovo soltanto ora, mi deve essere sfuggita o mi sono persa qualcosa io!!! Ti ringrazio delle parole e del rispetto che nutri verso gli altri, verso scelte diverse. Ti auguro di continuare a viaggiare anche con la tua piccola, non è così complicato come sembra!! Ti mando un abbraccio grande, Caterina

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